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Visualizzazione dei post da maggio, 2018

3. I soldatini BOZZA

La signora Claudia si mette a raccattare i giochi caduti e a sistemare quelli fuori posto, pensando fra sé e sé che si sentiva un po’ stanca: Il magazzino, da un po’ di tempo sempre sottosopra, la impegnava molto. Non le era mai capitato di parlare con i giocattoli in passato, e ora si ritrova a riprendere i sapientini come fossero scolaretti, e a farsi consigliare a quella sciocca bambola pettinatrice – diplomata dice lei, figuriamoci… -           Ecco, adesso mi sembra di vedere una fila di insetti che scendono giù dal quinto ripiano   in una processione ordinata – formiche? Scarafaggi no, in un ospedale… - Metterò gli occhiali. No! Non sono insetti! Sono   omini verdi   che marciano… ebbene sì, sono soldatini… Li avevo messi in alto perché non mi piaceva molto far giocare i bambini alla guerra, e li avevo dimenticati.   Ho sbagliato! Dovevo buttarli. Sapevo che non potevo aspettarmi niente di buono da loro! Inta...

2. La bellezza

Cos’è questo rumore? Qualcuno ancora piange? E’ Ken: era stato vicino alla sua amata Barbie Ballerina fino alla guarigione, e l’ha vista andare via senza un saluto. Lisa, la bambola di pezza, lo consola. Ecco che arriva Claudia: -           Non si può mai star tranquilli qui, uff, guarda che confusione! Chi ha di nuovo tirato giù tutti i sapientini? Certo non possono esser scesi giù da soli! E sono anni che nessuno li cerca… e il meccano, tutti pezzi sparpagliati… Povera me, quanto lavoro… Se pesco chi lascia tutto così in disordine!   Ma cos’è questo rumore? Zitto Ken, smettila non tirare su col naso. Se ne è andata, fattene una ragione. Ma questo cicaleccio da dove arriva?   Ecco, là sopra…   Il “salone di bellezza”… il coperchio è sollevato… che succede? Ehi tu, pettinatrice, dove vai? Torna nella scatola, stai al tuo posto… -           No che non sto al mio posto! Io ...

1. Sapientino

Io sto qui, in questo angusto magazzino da anni. È un magazzino di giocattoli. Giocattoli usati. Io chi sono? Un giocattolo, è ovvio, altrimenti non sarei rinchiuso qui. Sono Sapientino: chi si ricorda di me si rende conto della mia enorme sventura. In gioventù poco amato dal bambino a cui fui regalato - bambino sfortunato anche lui… voleva un monopattino – accolto con indifferenza, trascurato e presto dimenticato. Eppure, antesignano del computer, contenevo un sacco di informazioni, e potevo aiutare il bambino nei compiti più impegnativi e noiosi. Non sono stato capito, e me ne sto qui, abbandonato, a prendere polvere. Per fortuna non sono solo, sto su una pila di sapientini, che hanno avuto anch’essi la mia triste sorte.   E poi ci sono accanto a me altri giocattoli, di tutti i tipi: bambole, peluches, giochi di società - di quelli che si usavano quando i bambini non avevano ancora i telefonini - e puzzles: dopo di me il puzzle di topolino è il più triste, perché gli mancano ...